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	<description>Sede INCA-CGIL in Belgio</description>
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		<title>1964-2024: il riconoscimento della silicosi come malattia professionale</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 15:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Medda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>

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		<description><![CDATA[1964-2024: sessant’anni dalla vittoria della comunità italo-belga per il riconoscimento della silicosi come malattia professionale Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Lorenzo Di Stefano, dottore di ricerca in Storia &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1964-2024: sessant’anni dalla vittoria della comunità italo-belga per il riconoscimento della silicosi come malattia professionale</strong></p>
<p>Riceviamo e pubblichiamo il contributo di <strong>Lorenzo Di Stefano</strong>, dottore di ricerca in Storia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La catastrofe di Marcinelle dell’agosto 1956, nel corso della quale persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani, segnò un profondo mutamento nel destino della comunità italiana in Belgio. La tragedia, simbolo del declino dell’industria mineraria del Paese, mise in evidenza le drammatiche condizioni degli operai, spesso immigrati, costretti a lavorare in ambienti vetusti, pericolosi e insalubri. Oltre ai frequenti incidenti, con l’esposizione costante alla polvere di carbone e silicio, i minatori correvano il rischio di contrarre la silicosi, una grave patologia polmonare.</p>
<p><em><strong>L’accordo Delattre</strong></em></p>
<p>L’antracosilicosi, in Belgio, non era riconosciuta come malattia professionale a causa dell’accordo Delattre. Si trattava di un compromesso, che prendeva il nome dal ministro firmatario, raggiunto nel 1937 tra lo Stato belga, il padronato minerario e le organizzazioni sindacali. L’intesa – che prevedeva un buon indennizzo economico per i minatori malati, a condizioni molto restrittive – risultava vantaggiosa per il padronato, poiché l’indennizzo non veniva finanziato interamente dai datori di lavoro, ma da un regime di compensazione attraverso il sistema pensionistico, sovvenzionato in modo tripartito da Stato, datori di lavoro e salariati.</p>
<p>Il nodo più problematico, però, riguardava il requisito della durata del lavoro in miniera per poter accedere alla pensione di invalidità. Era infatti necessario un periodo di esposizione di almeno dieci anni per avere diritto al risarcimento, una condizione che si rivelava una trappola mortale, spingendo i minatori a esporsi a condizioni pericolose fino a contrarre quasi inevitabilmente la malattia.</p>
<p><strong>Da Marcinelle alle battaglie sindacali e politiche. Il primo convegno di Liegi (1960)</strong></p>
<p>La tragedia di Marcinelle suscitò un’attenzione mediatica globale, che non poté lasciare indifferenti i governi e l’opinione pubblica dei Paesi coinvolti. A livello internazionale, la catastrofe portò alla sospensione dei flussi migratori di massa dall’Italia al Belgio e all’adozione di diverse misure in materia di sicurezza e prevenzione. Fra queste, la più significativa fu la creazione, sotto gli auspici della CECA, del Comitato permanente per la sicurezza e la salute nelle miniere.</p>
<p>In questa fase, la comunità italiana in Belgio avviò una lunga battaglia per il riconoscimento della silicosi come malattia professionale. Una tappa significativa avvenne nel gennaio 1960, quando si</p>
<p>tenne al Palais des Congrès di Liegi una prima conferenza, organizzata da quattro associazioni italiane attive nelle regioni minerarie, durante la quale fu redatto un memorandum che chiedeva l’applicazione di misure urgenti.</p>
<p>L’organizzazione del “Convegno di studio e informazione sui problemi dell’emigrazione italiana in Belgio” fu diretta da Gino Ghirardelli (Novafeltria, 1929 &#8211; Seraing, 2005), esponente della Fédération générale du travail de Belgique (FGTB) e del PCI nella regione di Liegi, futuro presidente dell’Association culturelle italo-belge Leonardo da Vinci, nata nel Capodanno 1962/1963. Ad affiancare Ghirardelli nella fase organizzativa vi fu Jacques Moins, avvocato comunista e collaboratore dell’INCA CGIL in Belgio.</p>
<p>All’incontro parteciparono circa cinquecento lavoratori, tra cui una trentina di delegati sindacali di base della Centrale des mineurs FGTB, per lo più italiani.</p>
<p>Nel corso del convegno, tra le principali rivendicazioni vi furono il riconoscimento della silicosi come malattia professionale, la garanzia di piena occupazione per i lavoratori delle miniere e la tutela dei diritti dei figli degli emigrati, con la richiesta di istituire scuole di lingua italiana.</p>
<p>Al fine di sensibilizzare le autorità politiche e sindacali belghe sui temi elencati nel memorandum, vennero in seguito organizzate numerose assemblee in tutta la regione vallona. È necessario sottolineare che in questa fase, a livello mediatico, ebbe un ruolo di fondamentale importanza la mobilitazione delle vedove dei minatori. Nell’estate 1961, ogni domenica mattina, si tennero nella regione di Liegi diversi incontri che riunirono centinaia di operai: a Fléron, Beyne-Heusay, Herstal, Seraing e Grâce-Berleur. Il primo interlocutore politico di Ghirardelli fu proprio il sindaco di Grâce-Berleur, Simon Pâque, presidente della federazione liegese del Partito socialista, il quale presidiò tutte le successive assemblee, offrendo al comitato una grande credibilità. Sopraggiunse il sostegno di altri leader politici liegesi: il senatore socialista Hubert Rassart, il deputato socialista e sindaco di Flémalle André Cools, il deputato comunista Théo Dejace, l’esponente della FGTB e direttore del periodico La Gauche, Jacques Yerna.</p>
<p><strong>Ottobre 1960, una delegazione viene ricevuta in Italia</strong></p>
<p>Nel mese di ottobre 1960, una delegazione guidata da Ghirardelli, affiancata dai senatori Renato Bitossi e Gaetano Barbareschi, venne ricevuta ufficialmente a Roma dal sottosegretario al Lavoro Cristoforo Pezzini. La delegazione, composta da rappresentanti dei minatori italiani emigrati in Belgio, presentò il memorandum per sollecitare il riconoscimento della silicosi come malattia professionale. L’incontro era stato facilitato dall’intervento del senatore comunista Umberto Terracini, che aveva sollecitato il ministero a ricevere la delegazione. Questo passo rappresentò un momento cruciale per la tutela dei diritti dei lavoratori emigrati, grazie anche al sostegno politico trasversale ricevuto in Italia.</p>
<p><strong>La Legge Bitossi (1962)</strong></p>
<p>Parallelamente alle pressioni in Belgio, infatti, in Italia si lavorava per tutelare i diritti dei minatori italiani rimpatriati e affetti da silicosi.</p>
<p>La cosiddetta Legge Bitossi (n. 1115/1962), approvata nel luglio 1962, rappresentò un significativo passo in avanti. La legge, proposta dal senatore Bitossi, presidente dell’INCA CGIL, garantiva ai lavoratori italiani rientrati in patria un’assistenza economica e sanitaria nel caso in cui la legislazione belga non riconoscesse o non risarcisse adeguatamente la malattia. La legge Bitossi rispondeva alla necessità di colmare le lacune della normativa belga, facendo opera di pressione sul governo estero con un abile “ricatto” diplomatico e fornendo un sostegno fondamentale ai minatori che, una volta tornati in Italia, si trovavano privi di tutele adeguate.</p>
<p><strong>Il secondo convegno di Liegi (1963)</strong></p>
<p>La mobilitazione proseguì, con una petizione sottoscritta da oltre 15.000 emigrati italiani, consegnata al parlamento belga e al parlamento italiano nel 1962, e culminò nel secondo convegno di Liegi, tenutosi nel marzo 1963, che riunì oltre 1.500 lavoratori e rappresentanti sindacali e politici, belgi e italiani.</p>
<p>A presiedere l’assemblea vi furono esponenti socialisti e comunisti belgi di primo piano (i prima citati Pâque, Cools, Yerna, Dejace e Moins), insieme a due esponenti della CGIL, il socialista Fernando Santi e il comunista Renato Bitossi. Il discorso finale fu tenuto da Ghirardelli che, in qualità di segretario del “Comitato di coordinamento delle associazioni italiane in Belgio” si occupò nuovamente dell’organizzazione della conferenza.</p>
<p>Durante l’incontro furono riaffermate le richieste per il riconoscimento della silicosi in Belgio e vennero rafforzati i legami tra le organizzazioni sindacali dei due Paesi. Al centro delle rivendicazioni vi fu la parità di diritti sociali e sindacali tra lavoratori italiani e belgi, oltre alla necessità di migliorare le condizioni di vita dei minatori immigrati.</p>
<p>In sostanza, tale convegno venne organizzato per mobilitare i minatori italiani in occasione delle imminenti elezioni sociali (questi ultimi erano entrati a far parte dell’elettorato attivo proprio in seguito alla tragedia di Marcinelle), al fine di rivendicare un’azione essenzialmente già portata a termine.</p>
<p>In effetti il governo belga, sotto la guida del Ministro della Sécurité sociale Edmond Leburton, stava già lavorando a una proposta di legge che avrebbe riconosciuto la silicosi come malattia professionale. La mobilitazione dei lavoratori e il sostegno delle autorità politiche belghe contribuirono tuttavia a mantenere alta la pressione sulle istituzioni, per garantire che la legge fosse approvata senza ritardi e che fosse all’altezza delle aspettative dei lavoratori.</p>
<div id="attachment_687" style="width: 260px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2024/12/Picture-1.png"><img class="size-medium wp-image-687" src="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2024/12/Picture-1-250x300.png" alt="Vedova di un minatore italiano interviene per il riconoscimento della silicosi come malattia professionale nel corso di un’assemblea tenutasi nel 1962 a Seraing, nella sede dell’associazione Leonardo da Vinci. (Collezione IHOES)" width="250" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Vedova di un minatore italiano interviene per il riconoscimento della silicosi come malattia professionale nel corso di un’assemblea tenutasi nel 1962 a Seraing, nella sede dell’associazione Leonardo da Vinci. (Collezione IHOES)</p></div>
<p>Il momento culminante di questa battaglia fu l’approvazione della legge Leburton, che entrò in vigore il primo gennaio 1964, riconoscendo finalmente la silicosi come malattia professionale in Belgio. La legge rappresentò una vittoria storica della comunità italo-belga, per i diritti sia dei lavoratori immigrati che dei minatori belgi, frutto di anni di mobilitazioni sindacali e politiche.</p>
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		<title>Come i nostri uffici INCA CGIL possono esserti utili all&#8217;estero</title>
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		<pubDate>Tue, 02 May 2023 12:59:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Medda]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cos&#8217;è esattamente un Patronato? Cosa può fare un patronato per chi risiede all&#8217;estero? Quali sono le principali richieste delle &#8220;nuove mobilità&#8221;? La coordinatrice per Patronato INCA CGIL in Belgio ha parlato di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-672" src="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2023/05/INCA-Belgio-300x300.png" alt="INCA Belgio" width="300" height="300" />Cos&#8217;è esattamente un Patronato? Cosa può fare un patronato per chi risiede all&#8217;estero? Quali sono le principali richieste delle &#8220;nuove mobilità&#8221;?</p>
<p>La coordinatrice per Patronato INCA CGIL in Belgio ha parlato di tutto questo in una intervista su RAI Italia, nella trasmissione L&#8217;Italia con Voi.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/incabelgio/videos/670449687466363/">Rivedi il video qui </a><a href="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2023/05/INCA-Belgio.png"><br />
</a></p>
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		<title>AVVISO ALL&#8217;UTENZA &#8211; I NOSTRI UFFICI RICEVONO SU APPUNTAMENTO</title>
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		<pubDate>Tue, 02 May 2023 12:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Medda]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[werk]]></category>

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		<description><![CDATA[❗️AVVISO ALL&#8217;UTENZA❗️I nostri uffici ricevono su APPUNTAMENTO   Hai bisogno di una consulenza? Scrivici o chiamaci per fissare un appuntamento! I nostri uffici del Patronato INCA-CGIL in Belgio sono SEMPRE RAGGIUNGIBILI via]]></description>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9nfuo-0-0"><span data-offset-key="9nfuo-0-0"><span data-text="true">I nostri uffici del Patronato INCA-CGIL in Belgio sono SEMPRE RAGGIUNGIBILI via TELEFONO </span></span><span data-offset-key="9nfuo-2-0"><span data-text="true"> , via e-mail </span></span><span data-offset-key="9nfuo-4-0"><span data-text="true"> e via posta </span></span><span data-offset-key="9nfuo-6-0"><span data-text="true">:</span></span></div>
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		<title>Covid-19 e italiani all’estero : focus sulle misure economiche straordinarie</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2020 10:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Medda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Quali misure economiche sono state previste dal Governo italiano per gli iscritti AIRE (anagrafe dei residenti all’estero) che rientrano o per tutti coloro che, rimasti all’estero, si trovano in situazione]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quali misure economiche sono state previste dal Governo italiano per gli iscritti AIRE (anagrafe dei residenti all’estero) che rientrano o per tutti coloro che, rimasti all’estero, si trovano in situazione di difficoltà ? </strong></p>
<p>Dall’inizio dell’emergenza ad oggi oltre 80mila italiani – turisti, temporaneamente all’estero o meno &#8211;  sono rientrati in Italia, grazie a circa 750 operazioni da 177 Paesi nel mondo, tra voli speciali e trasporti organizzati via mare e via terra. La situazione ha visto  uno sforzo eccezionale da parte del Ministero degli  Affari Esteri e di tutta la rete consolare.</p>
<p>In questi mesi di pandemia sono molti gli italiani all’estero che hanno perso il lavoro: succede soprattutto fra i nuovi migranti, spesso in situazioni più fragili e precarie, che non riescano ad aprire i diritti per accedere agli ammortizzatori sociali nei paesi ospitanti.</p>
<p>Facciamo il punto sulle misure che sono state previste dal Governo Italiano.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Per gli italiani all’estero</span></strong><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span>Gli uffici consolari (ai sensi dell’art. 24 del D.Lgs. n. 71/2011) possono concedere sussidi ai cittadini che versano in stato di indigenza e, in via eccezionale, erogazioni in denaro con obbligo di restituzione nel caso vi sia uno stato di occasionale grave necessità altrimenti non fronteggiabile. (Tali fondi vengono stanziati ogni anno ed i Consolati fanno previsioni specifiche di spesa).</p>
<p>Il <span style="text-decoration: underline;">Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18 (cosiddetto “Cura Italia”)</span> ha previsto misure per il potenziamento dell’assistenza ai connazionali all’estero autorizzando la spesa di 4 milioni di euro per l’anno 2020 ad integrazione delle misure per l’assistenza ai cittadini all’estero in condizioni di indigenza o di necessità.</p>
<p>Questo significa che <span style="text-decoration: underline;">i Consolati avranno risorse economiche aggiuntive per l’assistenza diretta ai connazionali</span>: in caso di difficoltà non esitate a contattare i nostri uffici di Patronato per informazioni o a contattare direttamente l’ufficio sociale della propria circoscrizione Consolare.</p>
<p>A tale riguardo, il comma 4-ter dell’art. 72 del Decreto-legge n.18 introduce la <span style="text-decoration: underline;">possibilità, fino al 31 luglio 2020, di erogare sussidi anche a cittadini non residenti nella circoscrizione consolare</span>, sempreché i connazionali che ne facciano richiesta versino in condizioni evidenti ed effettive di indigenza (ad esempio a seguito della chiusura di attività economiche e commerciali). Questo tipo di aiuto potrà essere prezioso per tanti connazionali, soprattutto della nuova emigrazione e non iscritti AIRE, nella fase di emergenza fino al 31 luglio.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Per gli italiani iscritti AIRE che rientrano</span></strong><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span>Il reddito di cittadinanza, come sappiamo, prevede per l’accesso il requisito di residenza in Italia da almeno cinque anni &#8211; di cui gli ultimi due consecutivi. Questa misura esclude quindi i cittadini italiani, iscritti nei registri consolari, che rientrano dall’estero.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Al reddito di emergenza (REM),</span> pensato come una misura straordinaria di sostegno al reddito per i nuclei familiari in conseguenza dell’emergenza Covid-19, <span style="text-decoration: underline;">potranno accedere invece anche gli italiani all’estero che rientrano riprendendo la residenza in Italia entro giugno</span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per avere diritto al reddito di emergenza (REM), previsto nel Decreto Rilancio, firmato dal Presidente della Repubblica  il 19 maggio 2020, si dovranno naturalmente soddisfare i requisiti richiesti dalla legge. Le domande per accedervi devono essere presentate all‘INPS entro la fine del mese di giugno 2020 tramite i CAF (centri di assistenza fiscale) e i Patronati.</p>
<p>I nostri uffici sono a vostra disposizione per ogni informazione!<br />
Bruxelles: 02.280.14.39 bruxelles.belgio@inca.it<br />
Charleroi: 071.31.78.53 charleroi.belgio@inca.it<br />
Genk: 089.65.06.31 genk.belgio@inca.it<br />
La Louvière: 064.23.61.22 lalouviere.belgio@inca.it<br />
Liegi: 04.252.76.80 liegi.belgio@inca.it<br />
Mons: 065.34.79.19 mons.belgio@inca.it</p>
<p><a href="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2020/05/Misure-straordinarie-italiani-allestero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-655" src="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2020/05/Misure-straordinarie-italiani-allestero-300x198.jpg" alt="Misure straordinarie italiani all'estero" width="300" height="198" /></a></p>
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		<title>Coronavirus : per quali imprese è raccomandato il telelavoro ? Che fare se il datore di lavoro non rispetta le misure ? Focus sulla normativa in vigore dal 4 maggio</title>
		<link>https://www.inca-cgil.be/coronavirus-per-quali-imprese-e-raccomandato-il-telelavoro-che-fare-se-il-datore-di-lavoro-non-rispetta-le-misure-focus-sulla-normativa-in-vigore-dal-4-maggio/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2020 13:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Medda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[belasting]]></category>
		<category><![CDATA[impôt]]></category>
		<category><![CDATA[Tasse]]></category>

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		<description><![CDATA[1. Commerci e negozi : chiusura obbligatoria. Eccezioni : negozi di alimentari &#8211; compresi i negozi notturni , alimentari per animali ; farmacie, giornalai, stazioni di servizio e fornitori di carburanti, negozi di telecomunicazioni]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;">1. Commerci e negozi : chiusura obbligatoria.</span><br />
Eccezioni : negozi di alimentari &#8211; compresi i negozi notturni , alimentari per animali ; farmacie, giornalai, stazioni di servizio e fornitori di carburanti, negozi di telecomunicazioni (esclusi quelli che vendono escusivamente accessori), negozi di dispositivi medici, negozi di bricolage, giardinaggio, negozi di tessuti, mercerie.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">2. Servizi essenziali e settori cruciali : mantenimento delle attività</span> (<a href="https://emploi.belgique.be/fr/themes/coronavirus/commerces-entreprises-et-services-prives-et-publics-qui-sont-necessaires-la">https://emploi.belgique.be/fr/themes/coronavirus/commerces-entreprises-et-services-prives-et-publics-qui-sont-necessaires-la</a>)</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">3. Imprese non comprese nelle liste precedenti : il telelavoro a domicilio è RACCOMANDATO</span> per tutte le attività non essenziali, indipendentemente dalla dimensione dell’azienda.<br />
Se il telelavoro non è d’applicazione le imprese devono prendere misure necessarie a garanzia del massimo rispetto delle regole di distanziamento fisico (<a href="https://emploi.belgique.be/sites/default/files/content/news/DistanciationSociale.pdf">https://emploi.belgique.be/sites/default/files/content/news/DistanciationSociale.pdf</a>) , soprattutto il mantenimento di 1,5m di distanza fra ogni individuo.<br />
<span style="text-decoration: underline;">Le misure di prevenzione appropriate sono riassunte in questa <strong>GUIDA GENERALE</strong></span> (<a href="https://emploi.belgique.be/sites/default/files/content/news/Guidegenerique_light.pdf">https://emploi.belgique.be/sites/default/files/content/news/Guidegenerique_light.pdf</a>)</p>
<p><strong>Che fare se il datore di lavoro non rispetta le misure ?</strong><br />
Le misure decise in seno al Consiglio Nazionale di Sicurezza sono misure di ordine pubblico e devono essere rispettate dall’insieme della popolazione : i datori di lavoro che non si attengano alle misure governamentali si espongono a pesanti sanzioni.<br />
Se ritenete che il vostro datore di lavoro non rispetti le regole in materia di sicurezza e prevenzione contro la propagazione del Covid-19 sul luogo di lavoro, potete prendere contatto con questi servizi e nell’ordine seguente :</p>
<ul>
<li>In primo luogo sempre il datore di lavoro e/o la linea gerarchica (il diretto superiore) ;</li>
<li>In seguito i membri del Comitato per la prevenzione et la protezione sul lavoro (o, in loro assenza, la delegazione sindacale) ;</li>
<li>In terzo luogo il Consigliere di Prevenzione del servizio interno o esterno per la prevenzione e sicurezza sul lavoro ;</li>
<li>In ultimo la direzione regionale competente del Controllo del Benessere sul lavoro (<a href="https://emploi.belgique.be/fr/propos-du-spf/structure-du-spf/inspection-du-travail-dg-controle-du-bien-etre-au-travail-7">https://emploi.belgique.be/fr/propos-du-spf/structure-du-spf/inspection-du-travail-dg-controle-du-bien-etre-au-travail-7</a>)</li>
</ul>
<p>Per introdurre una <strong>segnalazione di infrazione</strong> relativa alle misure prese in contrasto al Coronavirus (benessere e sicurezza sul lavoro, disoccupazione temporanea…) è disponibile questo formulario : <a href="https://www.pointdecontactfraudesociale.belgique.be/fr/index.html">https://www.pointdecontactfraudesociale.belgique.be/fr/index.html</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per qualsiasi dubbio o chiarimento i nostri uffici INCA CGIL rimangono a vostra disposizione. Contattateci</strong> ! Qui i nostri recapiti :<span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></p>
<div class="" data-block="true" data-editor="ch88f" data-offset-key="8agbm-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="8agbm-0-0"><span data-offset-key="8agbm-0-0"><span data-text="true">Bruxelles: 02.280.14.39 bruxelles.belgio@inca.it</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ch88f" data-offset-key="bs3d3-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="bs3d3-0-0"><span data-offset-key="bs3d3-0-0"><span data-text="true">Charleroi: 071.31.78.53 charleroi.belgio@inca.it</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ch88f" data-offset-key="2vom2-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2vom2-0-0"><span data-offset-key="2vom2-0-0"><span data-text="true">Genk: 089.65.06.31 genk.belgio@inca.it</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ch88f" data-offset-key="f4fhf-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="f4fhf-0-0"><span data-offset-key="f4fhf-0-0"><span data-text="true">La Louvière: 064.23.61.22 lalouviere.belgio@inca.it</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ch88f" data-offset-key="5mhgm-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="5mhgm-0-0"><span data-offset-key="5mhgm-0-0"><span data-text="true">Liegi: 04.252.76.80 liegi.belgio@inca.it</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="ch88f" data-offset-key="9ort1-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9ort1-0-0"><span data-offset-key="9ort1-0-0"><span data-text="true">Mons: 065.34.79.19 mons.belgio@inca.it<br />
</span></span></div>
</div>
<p><a href="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2020/05/coronavirus-e-lavoro-jpg.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-648" src="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2020/05/coronavirus-e-lavoro-jpg.jpg" alt="coronavirus e lavoro jpg" width="250" height="160" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Belgio : « droit passerelle » per i lavoratori autonomi. Misure temporanee per coronavirus</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 15:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Medda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[belasting]]></category>
		<category><![CDATA[impôt]]></category>
		<category><![CDATA[Tasse]]></category>

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		<description><![CDATA[Lavoratori autonomi in Belgio : quali misure ? Quali diritti in tempo di crisi? Ecco le informazioni Il 17 marzo 2020 è stata approvata in Belgio la legge sulla base della quale delle]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Lavoratori autonomi in Belgio : quali misure ? Quali diritti in tempo di crisi? Ecco le informazioni<br />
</em></strong></p>
<p>Il 17 marzo 2020 è stata approvata in Belgio la legge sulla base della quale delle misure di sostegno supplementare potranno essere prese per i lavoratori autonomi che devono interrompere la loro attività a causa della crisi dovuta al Covid-19.  Questo del quadro del « droit passerelle » già esistente.</p>
<p>I lavoratori autonomi che devono interrompere totalmente o parzialmente il lavoro a marzo e/o aprile 2020 poiché la propria attività ricade nell’ambito delle misure di chiusura decide dal Governo (chiusura completa dell’impresa o chiusura in determinati orari o lavoro obbligatorio su appuntamento) possono beneficiare di una prestazione finanziaria.</p>
<p>Il fatto che l’impresa appartenga ad un settore toccato dalle misure di chiusura decise dal Governo è sufficiente per avere diritto alla prestazione finanziaria, indipendentemente dalla durata dell’interruzione (totale o parziale). Il professionista che abbia trasformato la propria attività autonoma in un’attività autorizzata (ad es. il ristorante che deve chiudere la sala e propone allora dei piatti da asporto) può ugualmente beneficiare del « droit passerelle ».</p>
<p>Il fatto che l’attività autonoma non sia direttamente impattata dalle misure di chiusura prese dal Goveno non significa che il lavoratore autonomo in questione non possa beneficiare delle misure temporanee per la crisi. Ad esempio, la clientela quotidiana si può ridurre considerabilmente a causa dell’epidemia e questo può incidere sul rendimento e sulla decisione di mantenere aperta o meno l’attività. Ad ogni modo, per avere diritto alla prestazione finanziaria, l’attività indipendente dovrà essere interrotta per almeno 7 giorni consecutivi al mese (7 giorni di calendario per ogni mese di calendario).</p>
<p><strong>La prestazione finanziaria mensile per i mesi di marzo e/o aprile 2020 sarà di 1.614,10€ (in caso di famiglia a carico) o di 1.291,69€ (senza famiglia a carico).</strong></p>
<p>Sono state prese inoltre tutta un’altra serie di provvedimenti : possibilità di dilazione e riporto dei contributi ; eliminazione delle maggiorazioni in caso di ritardo nei pagamenti delle cotizzazioni sociali ; eventuale dispensa dal pagamento delle cotizzazioni sociali ; dilazione dei tempi per la contabilità ed i versamenti di tasse.</p>
<p>Per ogni approfondimento, il lavoratore autonomo potrà rivolgersi alla propria cassa sociale di affiliazione.</p>
<p>Lista delle casse sociali : <a href="https://socialsecurity.belgium.be/fr/elaboration-de-la-politique-sociale/liste-des-caisses-dassurances-sociales">https://socialsecurity.belgium.be/fr/elaboration-de-la-politique-sociale/liste-des-caisses-dassurances-sociales </a></p>
<p><a href="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2020/03/Droit-passerelle-BE.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-643" src="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2020/03/Droit-passerelle-BE-300x185.jpg" alt="Droit passerelle BE" width="300" height="185" /></a></p>
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		<title>Belgio: disoccupazione temporanea per forza maggiore. Info sulla «PROCEDURA CORONA»</title>
		<link>https://www.inca-cgil.be/belgio-disoccupazione-temporanea-per-forza-maggiore-info-sulla-procedura-corona/</link>
		<comments>https://www.inca-cgil.be/belgio-disoccupazione-temporanea-per-forza-maggiore-info-sulla-procedura-corona/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 13:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Medda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi ha diritto ? Quale importo ? Cosa fare per richiedere l’allocazione ? Ecco tutte le informazioni Il Governo Belga ha deciso di estendere una misura che esisteva già per particolari situazioni –]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Chi ha diritto ? Quale importo ? Cosa fare per richiedere l’allocazione ? Ecco tutte le informazioni<br />
</strong></p>
<p>Il Governo Belga ha deciso di estendere una misura che esisteva già per particolari situazioni – la <strong>“disoccupazione temporanea per forza maggiore”</strong> – a tutti i lavoratori che saranno costretti ad interrompere la propria attività lavorativa e per i quali non è possibile il telelavoro.</p>
<p><strong>Chi ha diritto ?</strong><br />
Il sussidio con « procedura corona » verrà riconosciuto a tutti coloro per i quali i datori di lavoro attiveranno la procedura, indipendentemente dall’anzianità lavorativa (non sono previsti requisiti minimi di lavoro per  accedere)</p>
<p><strong>Quale importo ?</strong><br />
L’allocazione è calcolata sul 70% dello stipendio lordo (con tetto massimo di calcolo di 2754,76 €). Questo regime sarà d’applicazione fino al 30 giugno 2020.<br />
L’allocazione giornaliera prevista al momento va da un minimo di 55,59€ euro ad un massimo di 74,17€ (lordi). Il calcolo varia in funzione del numero delle ore e dei giorni per i quali si è dichiarati in disoccupazione temporanea. In caso si sia in disoccupazione per un mese completo, l’importo giornaliero è dal moltiplicare per 26.<br />
Sull’importo è prevista una ritenuta di tasse alla fonte del 26,75%.<br />
In questo caso di « procedura corona » è stato previsto un supplemento giornaliero di 5,63€ che sarà versato direttamente dal proprio organismo di pagamento.</p>
<p><strong>Cosa fare per richiedere l’allocazione ?<br />
</strong>Nel periodo dal 1/02/2020 al 30/06/2020 si avrà diritto al sussidio senza dover provare i criteri di ammissibilità previsti normalmente in caso di disoccupazione.<br />
E’ necessario che ogni lavoratore introduca un formulario « C3.2-Travailleur-Corona » presso il proprio organismo di pagamento.<br />
In seguito l’organismo di pagamento introdurra la procedura presso l’ONEM ed il datore di lavoro dovrà trasmettere – prima possibile – una « déclaration de risque social 5 ».<br />
Con questa procedura semplificata NON si dovrà introdurre a fine mese la carta di controllo presso gli organismi di pagamento, l’allocazione verrà calcolata sulla base della dichiarazione mensile che il datore di lavoro farà elettronicamente.</p>
<p><strong>Quali sono gli organismi di pagamento ?</strong><br />
Un organismo di pagamento informa, si fa carico di introdurre la domanda di sussidio presso l’ONEM e si incarica del pagamento diretto dell’allocazione. Ci sono 4 organismi di pagamento riconosciuti in Belgio :</p>
<p><strong>CAPAC</strong> : <a href="https://www.hvw-capac.fgov.be/fr/nouveau/chomage-temporaire-coronavirus">https://www.hvw-capac.fgov.be/fr/nouveau/chomage-temporaire-coronavirus</a></p>
<p><strong>FGTB</strong> : <a href="http://www.fgtb.be/-/coronavirus-chomage-temporaire-les-demarches-a-suiv-1">http://www.fgtb.be/-/coronavirus-chomage-temporaire-les-demarches-a-suiv-1</a></p>
<p><strong>CGSLM</strong> : <a href="https://www.cgslb.be/fr/crise-coronavirus-lisez-ici-comment-nous-pouvons-vous-aider">https://www.cgslb.be/fr/crise-coronavirus-lisez-ici-comment-nous-pouvons-vous-aider</a></p>
<p><strong>CSC</strong> : <a href="https://www.lacsc.be/actualite/campagnes/les-impacts-du-coronavirus-au-travail/chomagetemporaire">https://www.lacsc.be/actualite/campagnes/les-impacts-du-coronavirus-au-travail/chomagetemporaire</a></p>
<p>A questi indirizzi troverete informazioni supplementari su come introdurre la domanda direttamente online.</p>
<p><strong>Titolari di pensione</strong>. <strong>Possibile cumulare</strong> la pensione con delle allocazioni da « chômeur temporaire » ?<br />
Sì, sarà possibile fino al 30/06/2020 (se di età anagrafica inferiore ai 65 anni).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Possibile beneficiare di allocazione di disoccupazione temporanea essendo in malattia</strong> ?<br />
No, il lavoratore in incapacità da lavoro non ha diritto al sussidio di disoccupazione temporanea</p>
<p><strong>Tutti i nostri uffici provinciali sono a vostra disposizione! </strong>Qui trovate tutti i recapiti:  <a href="https://www.inca-cgil.be/appuntamento/">http://www.inca-cgil.be/avviso-emergenza-covid-19/ </a></p>
<p><a href="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2020/03/disoccupazione-procedura-corona-be-.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-640" src="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2020/03/disoccupazione-procedura-corona-be--300x233.jpg" alt="disoccupazione procedura corona be" width="300" height="233" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;MEMORIA FONDAMENTALE. MA OGGI MARCINELLE PARLA AD UN&#8217;ITALIA CHE SEMBRA AVER DIMENTICATO DI ESSERE PAESE DI GRANDE EMIGRAZIONE&#8221;</title>
		<link>https://www.inca-cgil.be/memoria-fondamentale-ma-oggi-marcinelle-parla-ad-unitalia-che-sembra-aver-dimenticato-di-essere-paese-di-grande-emigrazione/</link>
		<comments>https://www.inca-cgil.be/memoria-fondamentale-ma-oggi-marcinelle-parla-ad-unitalia-che-sembra-aver-dimenticato-di-essere-paese-di-grande-emigrazione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2019 08:11:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Medda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inca-cgil.be/?p=610</guid>
		<description><![CDATA[Riflessioni di Michele Pagliaro, neo Presidente del Patronato INCA CGIL (su Italian Network) &#8220;La  tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro resta un elemento importante su cui]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Riflessioni di Michele Pagliaro, neo Presidente del Patronato INCA CGIL (su Italian Network)</p>
<div id="attachment_611" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6910.jpg"><img class="size-medium wp-image-611" src="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2019/08/IMG_6910-300x225.jpg" alt="L'omaggio dei compagni e delle compagne dell'INCA Belgio a Marcinelle, 08/08/2019" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;omaggio dei compagni e delle compagne dell&#8217;INCA Belgio a Marcinelle, 08/08/2019</p></div>
<p>&#8220;La  tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro resta un elemento importante su cui ancora c&#8217;è da sviluppare tantissimo in Europa ed anche nel nostro Paese&#8221;  Lo sottolinea ad Italiannetwork/Italialavorotv il neo Presidente del Patronato INCA CGIL, Michele Pagliaro, all&#8217;indomani di uno dei tanti incidenti che, purtroppo, funestano le nostre giornate lavorative, ed alla vigilia della tragedia di Marcinelle alla miniera belga del Bois Du Cazier, che 63 anni fa, l&#8217;8 agosto del 1956, provocò addirittura 262 morti, tra cui 136 emigrati italiani.</p>
<p>Per il Presidente del Patronato INCA &#8220;l&#8217;esercizio della memoria è fondamentale, perchè ci aiuta a comprendere da dove veniamo, ci aiuta a capire meglio il presente,  ci aiuta anche ad immaginare il futuro, per evitare di commettere gli stessi errori, di ripetere la storia. Almeno così dovrebbe essere! &#8221;</p>
<p>&#8220;Ma  Marcinelle ci racconta anche il valore del lavoro. Oggi abbiamo a che fare con un lavoro generalmente svalorizzato, un lavoro che in molti casi è un lavoro povero. E lo dico pensando alle condizioni del nostro Paese !&#8221;  sottolinea il Presidente del Patronato della CGIL, pensando alle scarse tutele in termini di sicurezza.</p>
<p>&#8221; Nel nostro paese, fino a Luglio di quest&#8217;anno, ci sono stati 412 morti sui luoghi di lavoro, che diventano 445 se consideriamo anche quelle in itinere, cioè gli incidenti mortali che si verificano spesso per raggiungere o ritornare dal luogo di lavoro.&#8221; Numeri che danno la misura dei drammi che si consumano nel mondo del lavoro, in particolare in alcuni settori, come spiega il Presidente Pagliaro.<br />
&#8220;Il settore dell&#8217;agricoltura resta quello con la più alta percentuale di morti, il 30%.  Ben 93, stando ai dati del  2019, sono stati schiacciati dal trattore ed il  20% delle morti riguardano persone con oltre 60 anni di età. Anche su questo bisognerebbe riflettere. Ovvero sul fatto che  oggi, con la normativa pensionistica che induce a lavorare fino a 67 anni ci sono settori notevolmente a rischio&#8221;  e, altro dato importante  &#8220;l&#8217;11,6% dei morti sul lavoro sono stranieri.&#8221;    Dunque, stigmatizza Michele Pagliaro, &#8220;io credo che si debba lavorare &#8211; in prima fila l&#8217;impegno del nostro patronato &#8211; per sviluppare una tutela individuale capace di raggiungere quanti più lavoratrici e lavoratori per fare si che l&#8217;elemento sicurezza possa essere tratto fondante della quotidianità di chi si accinge a svolgere il proprio lavoro.&#8221;</p>
<p>&#8221; Marcinelle ci racconta ancora un altro elemento:  quello dell&#8217;emigrazione. L&#8217;emigrazione del nostro Paese, quell&#8217;emigrazione che ha contribuito a rimettere in piedi l&#8217;Italia dopo la dittatura fascista e dopo la guerra. Eppure, per certi aspetti Marcinelle all&#8217;alba del terzo millennio parla ad un Paese, il nostro, che sembra abbia dimenticato d&#8217;essere stato, e di essere tuttora un Paese di grande emigrazione. E  lo dico pensando a quello che succede oggi, anche nel dibattito politico.  Una costante distrazione di massa utilizzata dalla politica del governo ed in particolare dal vice premier  Matteo Salvini, attraverso una propaganda elettorale che nasconde la verità. E su questo voglio sottolineare solo due aspetti.</p>
<p>Il primo è che ogni anno vanno via dal nostro Paese 120.000 ragazze e ragazzi mentre i migranti che arrivano sono solo 90.000. Eppure, si parla tanto di questi 90.000 e non si parla dei 120.000 giovani, per lo più laureati, che lasciano il nostro Paese. È come se sparissero due città come Palermo e Siracusa&#8221; puntualizza  Pagliaro.<br />
&#8220;Il secondo aspetto è che la globalizzazione evidentemente ci presenta il conto. Non possiamo essere contenti solo  quando arriva il pacco di Amazon sotto casa, e poi alzare i muri quando arrivano i migranti. Ebbene, credo che oggi il compito dell&#8217;Europa sia quello di guardare a questi fenomeni con occhi diversi !  Noi,ovviamente, proviamo a fare la nostra parte !  Come Patronato Inca siamo punto di riferimento &#8211; sia nei paesi di emigrazione sia in quelli di immigrazione. Siamo presenti in oltre 25 Paesi con 92 uffici, circa 300 permanenze dove perseguiamo vecchie e nuove tutele individuali che possono fare la differenza in termini di qualità della vita&#8221;.</p>
<p>Un impegno complesso, oggi forse più di ieri, soprattutto nell&#8217;ambito dell&#8217;immigrazione..</p>
<p>&#8220;Cerchiamo di offrire una tutela individuale agli immigrati, anche se in termini di accoglienza  non è sicuramente il clima giusto&#8221; afferma il Presidente Pagliaro, sottolineando &#8221; Siamo anche in questo senso, di fronte ad una dimensione nuova, frutto di una globalizzazione con cui dobbiamo misurarci. A tal proposito, le posso dare un dato:  ogni anno oltre il 20% delle pratiche aperte in Italia sono di persone nate all&#8217;estero e le pratiche Inca per prestazioni previdenziali a favore di cittadini stranieri sono passate in 4 anni dal 9,3% a 16,5% del totale. Questi dati sono lo specchio di una società che sta cambiando, di una società multietnica dove l&#8217;immigrato arriva in Italia ed è spesso disposto a svolgere lavori che magari gli italiani non sono più disponibili a fare. Ebbene, credo che bisognerebbe guardare questa realtà prima di arrivare a conclusioni affrettate, perchè questa realtà ci dice che c&#8217;è bisogno di manodopera in un paese che deve misurarsi anche con il calo demografico. Una condizione che riguarda tutta l&#8217;Europa, ma  soprattutto il Sud dell&#8217;Europa.<br />
Si calcola che  l&#8217;Italia e il Mezzogiorno del nostro paese nei prossimi 30 anni perderà addirittura 1 milione di abitanti. Bisognerebbe guardare a questi dati &#8211; dati scientifici &#8211; fa presente l&#8217;esponente del Patronato della CGIL- e immaginare una società del futuro diversa, dove possano trovare allocazione in un contesto migliore le condizioni di vita di tutti&#8221;. (08/08/2019-m.f.-ITL/ITNET)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;INCA apre sportelli all&#8217;estero dedicati alla nuova migrazione</title>
		<link>https://www.inca-cgil.be/linca-apre-sportelli-allestero-dedicati-alla-nuova-migrazione/</link>
		<comments>https://www.inca-cgil.be/linca-apre-sportelli-allestero-dedicati-alla-nuova-migrazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 16:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Medda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla metà di ottobre, l’INCA presenta una grande novità per i giovani italiani all’estero: quattro sportelli dedicati esclusivamente a loro, ai loro bisogni, alle necessità che incontrano nei nuovi Paesi in]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla metà di ottobre, l’INCA presenta <strong>una grande novità per i giovani italiani all’estero</strong>: quattro sportelli dedicati esclusivamente a loro, ai loro bisogni, alle necessità che incontrano nei nuovi Paesi in cui si recano.</p>
<p><strong>A Barcellona, a Bruxelles, a Londra e a Parigi</strong>, due pomeriggi a settimana saranno dedicati all’<strong>assistenza verso la “nuova emigrazione”</strong>.</p>
<p><strong>BRUXELLES</strong><br />
Martedi e giovedi dalle 14 alle 17<br />
(e tutti i giorni su appuntamento)<br />
Rue de la Loi 26 &#8211; 6° piano<br />
Tel: +32.2.280.14.39<br />
<strong>sportellobruxelles@inca.it</strong></p>
<p>I servizi di cui potresti avere bisogno:</p>
<p>&#8211; diritto di accesso,  soggiorno e permanenza sul territorio</p>
<p>&#8211; consulenza sui contratti di lavoro</p>
<p>&#8211; consulenza sui contratti di affitto</p>
<p>&#8211; consulenza sulla fiscalità locale</p>
<p>&#8211; assistenza su contributi e assicurazioni</p>
<p>&#8211; diritti della salute (malattia, danni da lavoro, malattie professionali…)</p>
<p>&#8211; informazioni su corsi di lingua</p>
<p>&#8211; consulenza e assistenza alla “genitorialità” (assegni familiari e maternità)</p>
<p>&#8211; accesso alla sanità locale</p>
<p>&#8211; disoccupazione</p>
<p>&#8211; riconoscimento titoli di studio</p>
<p>&#8211; doppia imposizione fiscale</p>
<p>&#8211; aiuto sulle pratiche consolari (AIRE, carte d’identità e passaporti, anagrafe, stato civile, codice fiscale…)</p>
<p>&#8211; informazioni e gestioni presso i comuni italiani (estratti di nascita, matrimonio, stato di famiglia…)</p>
<p>&#8211; accesso e diritto alle prestazioni sociali locali (nazionali e comunali)</p>
<p>&#8211; assistenza pratiche burocratiche con enti locali</p>
<p>&#8211; aiuto all’inserimento nella vita sociale e culturale del Paese di accoglienza</p>
<p><em>…e un aiuto per tutti i bisogni che sarai tu a farci scoprire.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2017/10/Foto-Sportello.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-607" src="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2017/10/Foto-Sportello-300x225.jpg" alt="Foto Sportello" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Nuove migrazioni qualificate: convegno Idos a Bruxelles il 29 novembre</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2016 16:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Medda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Idos e l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” sta organizzando a  Bruxelles, il 29 novembre, presso la sala in Rue Montoyer 1/32 / Montoyerstraat, Bruxelles /Brussel 1000 (Metro Troon/Trône),]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Idos e l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” sta organizzando a  Bruxelles, il 29 novembre, presso la sala in Rue Montoyer 1/32 / Montoyerstraat, Bruxelles /Brussel 1000 (Metro Troon/Trône), una giornata europea di studio sulle migrazioni qualificate degli italiani che si recano all’estero  e dei cittadini stranieri che vengono in Italia. L’iniziativa si pone in continuità con le precedenti esperienze di Idos, realizzate in America Latina, in Africa, in Asia e in diversi Stati membri dell’Ue e anche in Ucraina.</p>
<p>A spostarsi dall’Italia sarà un gruppo di 30 operatori, mediatori interculturali e studiosi impegnati in campo migratorio in rappresentanza delle aree territoriali dell’Italia, di diverse università, dell’Istat, dell’associazionismo immigrato e del mondo della mediazione interculturale. Sono stati invitati a partecipare i rappresentanti della comunità italiana in Belgio e delle strutture che operano al suo interno (associazioni, istituti di patronato, Comites, Cgie e Missione cattolica italiana), oltre al Consolato e all’Istituto Italiano di cultura.</p>
<p><span style="font-size: medium;"><br />
La trasferta dall’Italia è stata realizzata con il sostegno del Parlamento europeo e il coinvolgimento dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, che di recente ha pubblicato un’ampia ricerca sulle migrazioni qualificate (Edizioni Idos, giugno 2016). L’europarlamentare Silvia Costa, presidente della Commissione Cultura, ha previsto un incontro informale con i parlamentari dell’intergruppo Povertà e Diritti Umani e una visita guidata alle strutture del Parlamento. Nel tardo pomeriggio avrà luogo il convegno sul tema “Italiani all’estero e immigrati in Italia: il volto qualificato delle migrazioni attuali”.  In questa circostanza saranno messe a disposizione dei partecipanti  le copie del volume  Le migrazioni qualificate in Italia: ricerche, statistiche, prospettive (Edizioni Idos, giugno 2016) e la scheda riassuntiva del Dossier Statistico Immigrazione 2016 (Edizioni Idos, ottobre 2016).</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Dopo le introduzioni dell’on. Silvia Costa e del presidente dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” Antonio Iodice e le tre relazioni iniziali seguirà, con il coordinamento delle organizzazioni promotrici, un dibattito di cui saranno protagonisti i convegnisti venuti dall’Italia e i rappresentanti delle diverse organizzazioni della comunità italiana in Belgio. A concludere i lavori sarà il presidente di Idos Ugo Melchionda. In questa occasione verrà presentata la nuova ricerca, di cui l’Istituto “S. Pio V” ha deciso di farsi carico per commemorare il 60° anniversario del Trattato di Roma, con la previsione di una sua presentazione a Bruxelles nel mese di marzo 2017 nell’ambito di una nuova giornata di studio europea.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Secondo i promotori dell&#8217;iniziativa, Istruzione, sviluppo, tecnologia, imprenditoria, globalizzazione, emigrazione e immigrazione sono &#8220;le parole chiave dell’incontro del 29 novembre, che si avvarrà della messa a disposizione dei dati più aggiornati sulla situazione italiana a confronto con quella europea. Per i giornalisti sono state predisposte delle schede di sintesi. Il tema delle migrazioni qualificate evidenzia, ancora una volta, il rischio di dispersione delle ingenti risorse impiegate per la formazione dei lavoratori ma anche le straordinarie opportunità che possono derivare da una loro più ampia valorizzazione&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><br />
Tra gli interventi programmati: Pietro Lunetto (Faim/Federazione Associazioni Italiani nel Mondo), Anna Manunta (Patronato Acli), Concetta Stracuzzi (Patronato Inas), Eleonora Medda (Patronato Inca), Elio Carozza (ex segretario generale Cgie), Raffaele Napolitano (presidente Comites) mons. Battista Bettoni (responsabile Missione Cattolica Italiana in Belgio).<br />
Le conclusioni sono affidate a Ugo Melchionda, presidente Centro Studi e Ricerche Idos<br />
</span><a href="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2016/11/logo-idos-trasparente.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-602" src="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2016/11/logo-idos-trasparente-300x265.png" alt="logo-idos-trasparente" width="300" height="265" /></a></p>
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