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	<title>INCA-CGIL &#187; Previdenza</title>
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	<description>Sede INCA-CGIL in Belgio</description>
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		<title>1964-2024: il riconoscimento della silicosi come malattia professionale</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 15:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Medda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>

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		<description><![CDATA[1964-2024: sessant’anni dalla vittoria della comunità italo-belga per il riconoscimento della silicosi come malattia professionale Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Lorenzo Di Stefano, dottore di ricerca in Storia &#160;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>1964-2024: sessant’anni dalla vittoria della comunità italo-belga per il riconoscimento della silicosi come malattia professionale</strong></p>
<p>Riceviamo e pubblichiamo il contributo di <strong>Lorenzo Di Stefano</strong>, dottore di ricerca in Storia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La catastrofe di Marcinelle dell’agosto 1956, nel corso della quale persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani, segnò un profondo mutamento nel destino della comunità italiana in Belgio. La tragedia, simbolo del declino dell’industria mineraria del Paese, mise in evidenza le drammatiche condizioni degli operai, spesso immigrati, costretti a lavorare in ambienti vetusti, pericolosi e insalubri. Oltre ai frequenti incidenti, con l’esposizione costante alla polvere di carbone e silicio, i minatori correvano il rischio di contrarre la silicosi, una grave patologia polmonare.</p>
<p><em><strong>L’accordo Delattre</strong></em></p>
<p>L’antracosilicosi, in Belgio, non era riconosciuta come malattia professionale a causa dell’accordo Delattre. Si trattava di un compromesso, che prendeva il nome dal ministro firmatario, raggiunto nel 1937 tra lo Stato belga, il padronato minerario e le organizzazioni sindacali. L’intesa – che prevedeva un buon indennizzo economico per i minatori malati, a condizioni molto restrittive – risultava vantaggiosa per il padronato, poiché l’indennizzo non veniva finanziato interamente dai datori di lavoro, ma da un regime di compensazione attraverso il sistema pensionistico, sovvenzionato in modo tripartito da Stato, datori di lavoro e salariati.</p>
<p>Il nodo più problematico, però, riguardava il requisito della durata del lavoro in miniera per poter accedere alla pensione di invalidità. Era infatti necessario un periodo di esposizione di almeno dieci anni per avere diritto al risarcimento, una condizione che si rivelava una trappola mortale, spingendo i minatori a esporsi a condizioni pericolose fino a contrarre quasi inevitabilmente la malattia.</p>
<p><strong>Da Marcinelle alle battaglie sindacali e politiche. Il primo convegno di Liegi (1960)</strong></p>
<p>La tragedia di Marcinelle suscitò un’attenzione mediatica globale, che non poté lasciare indifferenti i governi e l’opinione pubblica dei Paesi coinvolti. A livello internazionale, la catastrofe portò alla sospensione dei flussi migratori di massa dall’Italia al Belgio e all’adozione di diverse misure in materia di sicurezza e prevenzione. Fra queste, la più significativa fu la creazione, sotto gli auspici della CECA, del Comitato permanente per la sicurezza e la salute nelle miniere.</p>
<p>In questa fase, la comunità italiana in Belgio avviò una lunga battaglia per il riconoscimento della silicosi come malattia professionale. Una tappa significativa avvenne nel gennaio 1960, quando si</p>
<p>tenne al Palais des Congrès di Liegi una prima conferenza, organizzata da quattro associazioni italiane attive nelle regioni minerarie, durante la quale fu redatto un memorandum che chiedeva l’applicazione di misure urgenti.</p>
<p>L’organizzazione del “Convegno di studio e informazione sui problemi dell’emigrazione italiana in Belgio” fu diretta da Gino Ghirardelli (Novafeltria, 1929 &#8211; Seraing, 2005), esponente della Fédération générale du travail de Belgique (FGTB) e del PCI nella regione di Liegi, futuro presidente dell’Association culturelle italo-belge Leonardo da Vinci, nata nel Capodanno 1962/1963. Ad affiancare Ghirardelli nella fase organizzativa vi fu Jacques Moins, avvocato comunista e collaboratore dell’INCA CGIL in Belgio.</p>
<p>All’incontro parteciparono circa cinquecento lavoratori, tra cui una trentina di delegati sindacali di base della Centrale des mineurs FGTB, per lo più italiani.</p>
<p>Nel corso del convegno, tra le principali rivendicazioni vi furono il riconoscimento della silicosi come malattia professionale, la garanzia di piena occupazione per i lavoratori delle miniere e la tutela dei diritti dei figli degli emigrati, con la richiesta di istituire scuole di lingua italiana.</p>
<p>Al fine di sensibilizzare le autorità politiche e sindacali belghe sui temi elencati nel memorandum, vennero in seguito organizzate numerose assemblee in tutta la regione vallona. È necessario sottolineare che in questa fase, a livello mediatico, ebbe un ruolo di fondamentale importanza la mobilitazione delle vedove dei minatori. Nell’estate 1961, ogni domenica mattina, si tennero nella regione di Liegi diversi incontri che riunirono centinaia di operai: a Fléron, Beyne-Heusay, Herstal, Seraing e Grâce-Berleur. Il primo interlocutore politico di Ghirardelli fu proprio il sindaco di Grâce-Berleur, Simon Pâque, presidente della federazione liegese del Partito socialista, il quale presidiò tutte le successive assemblee, offrendo al comitato una grande credibilità. Sopraggiunse il sostegno di altri leader politici liegesi: il senatore socialista Hubert Rassart, il deputato socialista e sindaco di Flémalle André Cools, il deputato comunista Théo Dejace, l’esponente della FGTB e direttore del periodico La Gauche, Jacques Yerna.</p>
<p><strong>Ottobre 1960, una delegazione viene ricevuta in Italia</strong></p>
<p>Nel mese di ottobre 1960, una delegazione guidata da Ghirardelli, affiancata dai senatori Renato Bitossi e Gaetano Barbareschi, venne ricevuta ufficialmente a Roma dal sottosegretario al Lavoro Cristoforo Pezzini. La delegazione, composta da rappresentanti dei minatori italiani emigrati in Belgio, presentò il memorandum per sollecitare il riconoscimento della silicosi come malattia professionale. L’incontro era stato facilitato dall’intervento del senatore comunista Umberto Terracini, che aveva sollecitato il ministero a ricevere la delegazione. Questo passo rappresentò un momento cruciale per la tutela dei diritti dei lavoratori emigrati, grazie anche al sostegno politico trasversale ricevuto in Italia.</p>
<p><strong>La Legge Bitossi (1962)</strong></p>
<p>Parallelamente alle pressioni in Belgio, infatti, in Italia si lavorava per tutelare i diritti dei minatori italiani rimpatriati e affetti da silicosi.</p>
<p>La cosiddetta Legge Bitossi (n. 1115/1962), approvata nel luglio 1962, rappresentò un significativo passo in avanti. La legge, proposta dal senatore Bitossi, presidente dell’INCA CGIL, garantiva ai lavoratori italiani rientrati in patria un’assistenza economica e sanitaria nel caso in cui la legislazione belga non riconoscesse o non risarcisse adeguatamente la malattia. La legge Bitossi rispondeva alla necessità di colmare le lacune della normativa belga, facendo opera di pressione sul governo estero con un abile “ricatto” diplomatico e fornendo un sostegno fondamentale ai minatori che, una volta tornati in Italia, si trovavano privi di tutele adeguate.</p>
<p><strong>Il secondo convegno di Liegi (1963)</strong></p>
<p>La mobilitazione proseguì, con una petizione sottoscritta da oltre 15.000 emigrati italiani, consegnata al parlamento belga e al parlamento italiano nel 1962, e culminò nel secondo convegno di Liegi, tenutosi nel marzo 1963, che riunì oltre 1.500 lavoratori e rappresentanti sindacali e politici, belgi e italiani.</p>
<p>A presiedere l’assemblea vi furono esponenti socialisti e comunisti belgi di primo piano (i prima citati Pâque, Cools, Yerna, Dejace e Moins), insieme a due esponenti della CGIL, il socialista Fernando Santi e il comunista Renato Bitossi. Il discorso finale fu tenuto da Ghirardelli che, in qualità di segretario del “Comitato di coordinamento delle associazioni italiane in Belgio” si occupò nuovamente dell’organizzazione della conferenza.</p>
<p>Durante l’incontro furono riaffermate le richieste per il riconoscimento della silicosi in Belgio e vennero rafforzati i legami tra le organizzazioni sindacali dei due Paesi. Al centro delle rivendicazioni vi fu la parità di diritti sociali e sindacali tra lavoratori italiani e belgi, oltre alla necessità di migliorare le condizioni di vita dei minatori immigrati.</p>
<p>In sostanza, tale convegno venne organizzato per mobilitare i minatori italiani in occasione delle imminenti elezioni sociali (questi ultimi erano entrati a far parte dell’elettorato attivo proprio in seguito alla tragedia di Marcinelle), al fine di rivendicare un’azione essenzialmente già portata a termine.</p>
<p>In effetti il governo belga, sotto la guida del Ministro della Sécurité sociale Edmond Leburton, stava già lavorando a una proposta di legge che avrebbe riconosciuto la silicosi come malattia professionale. La mobilitazione dei lavoratori e il sostegno delle autorità politiche belghe contribuirono tuttavia a mantenere alta la pressione sulle istituzioni, per garantire che la legge fosse approvata senza ritardi e che fosse all’altezza delle aspettative dei lavoratori.</p>
<div id="attachment_687" style="width: 260px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2024/12/Picture-1.png"><img class="size-medium wp-image-687" src="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2024/12/Picture-1-250x300.png" alt="Vedova di un minatore italiano interviene per il riconoscimento della silicosi come malattia professionale nel corso di un’assemblea tenutasi nel 1962 a Seraing, nella sede dell’associazione Leonardo da Vinci. (Collezione IHOES)" width="250" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Vedova di un minatore italiano interviene per il riconoscimento della silicosi come malattia professionale nel corso di un’assemblea tenutasi nel 1962 a Seraing, nella sede dell’associazione Leonardo da Vinci. (Collezione IHOES)</p></div>
<p>Il momento culminante di questa battaglia fu l’approvazione della legge Leburton, che entrò in vigore il primo gennaio 1964, riconoscendo finalmente la silicosi come malattia professionale in Belgio. La legge rappresentò una vittoria storica della comunità italo-belga, per i diritti sia dei lavoratori immigrati che dei minatori belgi, frutto di anni di mobilitazioni sindacali e politiche.</p>
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		<title>Covid-19 e italiani all’estero : focus sulle misure economiche straordinarie</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2020 10:52:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Medda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Quali misure economiche sono state previste dal Governo italiano per gli iscritti AIRE (anagrafe dei residenti all’estero) che rientrano o per tutti coloro che, rimasti all’estero, si trovano in situazione]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quali misure economiche sono state previste dal Governo italiano per gli iscritti AIRE (anagrafe dei residenti all’estero) che rientrano o per tutti coloro che, rimasti all’estero, si trovano in situazione di difficoltà ? </strong></p>
<p>Dall’inizio dell’emergenza ad oggi oltre 80mila italiani – turisti, temporaneamente all’estero o meno &#8211;  sono rientrati in Italia, grazie a circa 750 operazioni da 177 Paesi nel mondo, tra voli speciali e trasporti organizzati via mare e via terra. La situazione ha visto  uno sforzo eccezionale da parte del Ministero degli  Affari Esteri e di tutta la rete consolare.</p>
<p>In questi mesi di pandemia sono molti gli italiani all’estero che hanno perso il lavoro: succede soprattutto fra i nuovi migranti, spesso in situazioni più fragili e precarie, che non riescano ad aprire i diritti per accedere agli ammortizzatori sociali nei paesi ospitanti.</p>
<p>Facciamo il punto sulle misure che sono state previste dal Governo Italiano.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Per gli italiani all’estero</span></strong><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span>Gli uffici consolari (ai sensi dell’art. 24 del D.Lgs. n. 71/2011) possono concedere sussidi ai cittadini che versano in stato di indigenza e, in via eccezionale, erogazioni in denaro con obbligo di restituzione nel caso vi sia uno stato di occasionale grave necessità altrimenti non fronteggiabile. (Tali fondi vengono stanziati ogni anno ed i Consolati fanno previsioni specifiche di spesa).</p>
<p>Il <span style="text-decoration: underline;">Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18 (cosiddetto “Cura Italia”)</span> ha previsto misure per il potenziamento dell’assistenza ai connazionali all’estero autorizzando la spesa di 4 milioni di euro per l’anno 2020 ad integrazione delle misure per l’assistenza ai cittadini all’estero in condizioni di indigenza o di necessità.</p>
<p>Questo significa che <span style="text-decoration: underline;">i Consolati avranno risorse economiche aggiuntive per l’assistenza diretta ai connazionali</span>: in caso di difficoltà non esitate a contattare i nostri uffici di Patronato per informazioni o a contattare direttamente l’ufficio sociale della propria circoscrizione Consolare.</p>
<p>A tale riguardo, il comma 4-ter dell’art. 72 del Decreto-legge n.18 introduce la <span style="text-decoration: underline;">possibilità, fino al 31 luglio 2020, di erogare sussidi anche a cittadini non residenti nella circoscrizione consolare</span>, sempreché i connazionali che ne facciano richiesta versino in condizioni evidenti ed effettive di indigenza (ad esempio a seguito della chiusura di attività economiche e commerciali). Questo tipo di aiuto potrà essere prezioso per tanti connazionali, soprattutto della nuova emigrazione e non iscritti AIRE, nella fase di emergenza fino al 31 luglio.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Per gli italiani iscritti AIRE che rientrano</span></strong><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span>Il reddito di cittadinanza, come sappiamo, prevede per l’accesso il requisito di residenza in Italia da almeno cinque anni &#8211; di cui gli ultimi due consecutivi. Questa misura esclude quindi i cittadini italiani, iscritti nei registri consolari, che rientrano dall’estero.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Al reddito di emergenza (REM),</span> pensato come una misura straordinaria di sostegno al reddito per i nuclei familiari in conseguenza dell’emergenza Covid-19, <span style="text-decoration: underline;">potranno accedere invece anche gli italiani all’estero che rientrano riprendendo la residenza in Italia entro giugno</span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per avere diritto al reddito di emergenza (REM), previsto nel Decreto Rilancio, firmato dal Presidente della Repubblica  il 19 maggio 2020, si dovranno naturalmente soddisfare i requisiti richiesti dalla legge. Le domande per accedervi devono essere presentate all‘INPS entro la fine del mese di giugno 2020 tramite i CAF (centri di assistenza fiscale) e i Patronati.</p>
<p>I nostri uffici sono a vostra disposizione per ogni informazione!<br />
Bruxelles: 02.280.14.39 bruxelles.belgio@inca.it<br />
Charleroi: 071.31.78.53 charleroi.belgio@inca.it<br />
Genk: 089.65.06.31 genk.belgio@inca.it<br />
La Louvière: 064.23.61.22 lalouviere.belgio@inca.it<br />
Liegi: 04.252.76.80 liegi.belgio@inca.it<br />
Mons: 065.34.79.19 mons.belgio@inca.it</p>
<p><a href="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2020/05/Misure-straordinarie-italiani-allestero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-655" src="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2020/05/Misure-straordinarie-italiani-allestero-300x198.jpg" alt="Misure straordinarie italiani all'estero" width="300" height="198" /></a></p>
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		<title>Belgio: disoccupazione temporanea per forza maggiore. Info sulla «PROCEDURA CORONA»</title>
		<link>https://www.inca-cgil.be/belgio-disoccupazione-temporanea-per-forza-maggiore-info-sulla-procedura-corona/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 13:25:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Eleonora Medda]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi ha diritto ? Quale importo ? Cosa fare per richiedere l’allocazione ? Ecco tutte le informazioni Il Governo Belga ha deciso di estendere una misura che esisteva già per particolari situazioni –]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Chi ha diritto ? Quale importo ? Cosa fare per richiedere l’allocazione ? Ecco tutte le informazioni<br />
</strong></p>
<p>Il Governo Belga ha deciso di estendere una misura che esisteva già per particolari situazioni – la <strong>“disoccupazione temporanea per forza maggiore”</strong> – a tutti i lavoratori che saranno costretti ad interrompere la propria attività lavorativa e per i quali non è possibile il telelavoro.</p>
<p><strong>Chi ha diritto ?</strong><br />
Il sussidio con « procedura corona » verrà riconosciuto a tutti coloro per i quali i datori di lavoro attiveranno la procedura, indipendentemente dall’anzianità lavorativa (non sono previsti requisiti minimi di lavoro per  accedere)</p>
<p><strong>Quale importo ?</strong><br />
L’allocazione è calcolata sul 70% dello stipendio lordo (con tetto massimo di calcolo di 2754,76 €). Questo regime sarà d’applicazione fino al 30 giugno 2020.<br />
L’allocazione giornaliera prevista al momento va da un minimo di 55,59€ euro ad un massimo di 74,17€ (lordi). Il calcolo varia in funzione del numero delle ore e dei giorni per i quali si è dichiarati in disoccupazione temporanea. In caso si sia in disoccupazione per un mese completo, l’importo giornaliero è dal moltiplicare per 26.<br />
Sull’importo è prevista una ritenuta di tasse alla fonte del 26,75%.<br />
In questo caso di « procedura corona » è stato previsto un supplemento giornaliero di 5,63€ che sarà versato direttamente dal proprio organismo di pagamento.</p>
<p><strong>Cosa fare per richiedere l’allocazione ?<br />
</strong>Nel periodo dal 1/02/2020 al 30/06/2020 si avrà diritto al sussidio senza dover provare i criteri di ammissibilità previsti normalmente in caso di disoccupazione.<br />
E’ necessario che ogni lavoratore introduca un formulario « C3.2-Travailleur-Corona » presso il proprio organismo di pagamento.<br />
In seguito l’organismo di pagamento introdurra la procedura presso l’ONEM ed il datore di lavoro dovrà trasmettere – prima possibile – una « déclaration de risque social 5 ».<br />
Con questa procedura semplificata NON si dovrà introdurre a fine mese la carta di controllo presso gli organismi di pagamento, l’allocazione verrà calcolata sulla base della dichiarazione mensile che il datore di lavoro farà elettronicamente.</p>
<p><strong>Quali sono gli organismi di pagamento ?</strong><br />
Un organismo di pagamento informa, si fa carico di introdurre la domanda di sussidio presso l’ONEM e si incarica del pagamento diretto dell’allocazione. Ci sono 4 organismi di pagamento riconosciuti in Belgio :</p>
<p><strong>CAPAC</strong> : <a href="https://www.hvw-capac.fgov.be/fr/nouveau/chomage-temporaire-coronavirus">https://www.hvw-capac.fgov.be/fr/nouveau/chomage-temporaire-coronavirus</a></p>
<p><strong>FGTB</strong> : <a href="http://www.fgtb.be/-/coronavirus-chomage-temporaire-les-demarches-a-suiv-1">http://www.fgtb.be/-/coronavirus-chomage-temporaire-les-demarches-a-suiv-1</a></p>
<p><strong>CGSLM</strong> : <a href="https://www.cgslb.be/fr/crise-coronavirus-lisez-ici-comment-nous-pouvons-vous-aider">https://www.cgslb.be/fr/crise-coronavirus-lisez-ici-comment-nous-pouvons-vous-aider</a></p>
<p><strong>CSC</strong> : <a href="https://www.lacsc.be/actualite/campagnes/les-impacts-du-coronavirus-au-travail/chomagetemporaire">https://www.lacsc.be/actualite/campagnes/les-impacts-du-coronavirus-au-travail/chomagetemporaire</a></p>
<p>A questi indirizzi troverete informazioni supplementari su come introdurre la domanda direttamente online.</p>
<p><strong>Titolari di pensione</strong>. <strong>Possibile cumulare</strong> la pensione con delle allocazioni da « chômeur temporaire » ?<br />
Sì, sarà possibile fino al 30/06/2020 (se di età anagrafica inferiore ai 65 anni).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Possibile beneficiare di allocazione di disoccupazione temporanea essendo in malattia</strong> ?<br />
No, il lavoratore in incapacità da lavoro non ha diritto al sussidio di disoccupazione temporanea</p>
<p><strong>Tutti i nostri uffici provinciali sono a vostra disposizione! </strong>Qui trovate tutti i recapiti:  <a href="https://www.inca-cgil.be/appuntamento/">http://www.inca-cgil.be/avviso-emergenza-covid-19/ </a></p>
<p><a href="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2020/03/disoccupazione-procedura-corona-be-.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-640" src="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2020/03/disoccupazione-procedura-corona-be--300x233.jpg" alt="disoccupazione procedura corona be" width="300" height="233" /></a></p>
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		<title>Système de sécurité social</title>
		<link>https://www.inca-cgil.be/sistema-di-sicurezza-sociale/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2015 10:38:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Manu]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Previdenza]]></category>
		<category><![CDATA[travail]]></category>

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		<description><![CDATA[Tout ce que vous avez toujours voulu savoir sur la sécurité sociale L’ensemble du système de sécurité sociale classique est réparti entre un régime pour les travailleurs salariés, un régime]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Tout ce que vous avez toujours voulu savoir sur la sécurité sociale</strong></h2>
<p>L’ensemble du système de sécurité sociale classique est réparti entre un régime pour les travailleurs salariés, un régime pour les travailleurs indépendants et un régime pour les fonctionnaires. Le point de départ de cette brochure sera le régime des travailleurs salaries. En effet, la plupart d’entre nous relèvent du régime des travailleurs salariés.</p>
<p>Qu&#8217;est-ce que la sécurité sociale ? Dans quels domaines intervient-elle ? Comment est-elle financée ? Y a-t-il une différence entre les prestations sociales et l&#8217;aide sociale ? Quelles sont les diverses indemnités et allocations ? Et leurs montants ? Quels budgets sont en jeu? Vous vous posez ces questions mais vous n&#8217;avez jamais osé le demander&#8230;</p>
<p>La brochure &#8220;Tout ce que vous avez toujours voulu savoir sur la sécurité sociale&#8221; vous aide à mieux comprendre le fonctionnement de notre système de solidarité. Il s’agit d’un document pratique, qui s’adresse tant aux néophytes qu’aux personnes à la recherche d’informations spécifiques.</p>
<p>Téléchargez la <a href="http://www.inca-cgil.be/wp-content/uploads/2015/03/alwa2014_jan_fr.pdf" target="_blank">brochure en français</a></p>
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