

L'Inca nazionale aderisce alla giornata di Azione globale contro il razzismo; per l'affermazione dei diritti dei migranti, rifugiati e sfollati, prevista nei giorni 18 e 19 dicembre prossimi per iniziativa del Forum Sociale Mondiale di Dakar; invita le proprie strutture ad assicurare il più sentito sostegno e la partecipazione alle numerose iniziative in programma in molte città del mondo, al fine di assicurare la loro piena riuscita.
“Nei nostri uffici – afferma la presidente dell'Inca, Morena Piccinini, in una lettera inviata alle strutture periferiche del patronato – abbiamo un rapporto costante, quotidiano con i migranti, sia che si trovino nel nostro Paese , sia che si tratti di persone emigrate tanti anni fa e accolte nei nostri uffici all'estero. E' un contatto prezioso che aggiunge valore alla nostra attività di tutela e informazione. Ed è un lavoro doppiamente prezioso, perché possiamo fornire tutela nel rispetto dei propri diritti al singolo cittadino e, al tempo stesso, intervenire concretamente sui grandi fenomeni sociali, soprattutto contro la rinascente piaga del razzismo e della discriminazione. Un esempio, il nostro impegno per i migranti, sia in Italia che all'estero, di ciò che sosteniamo da anni: l'intima e indissolubile connessione tra tutela individuale e tutela collettiva; tra cittadino e società”.
Condividendo totalmente le preoccupazioni espresse dalla Cgil in un ordine del giorno approvato all'unanimità dal comitato direttivo confederale, l'Inca sottolinea che l'assassinio a Firenze di Samb Modou, 40 anni, e Diop Mor, 54 anni, venditori ambulanti senegalesi e il grave ferimento di altri tre uomini senegalesi, nonché quanto è avvenuto a Torino, con l'incendio di un campo Rom, non possono essere liquidati come episodi isolati, ma vanno considerati come segnali inquietanti della diffusione di una cultura dell'odio verso il “diverso”, che devono essere contrastati.
“Anche per questo – aggiunge Piccinini -, siamo impegnati nella campagna “L'Italia sono anch'io”: una raccolta di firme per due leggi di iniziativa popolare. La prima per garantire ai cittadini stranieri in Italia di partecipare attivamente alla vita sociale nella città di residenza tramite il voto amministrativo. L'altra affinché si superi la barbara discriminazione che impedisce alle figlie e ai figli nati in Italia da genitori stranieri di essere riconosciuti come cittadini italiani.”
Nella lettera, la Presidente dell'Inca ha voluto ricordare le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quando ha detto che bisogna fare di tutto affinché “i bambini e i ragazzi venuti con l'immigrazione facciano parte integrante dell'Italia di oggi e di domani, e rappresentino una grande fonte di speranza e di energia. A tutti gli adulti e gli anziani il compito di realizzare questo futuro. Dobbiamo essere fieri del fatto che, pur mantenendo un legame con le origini, essi esprimano la volontà di diventare italiani. Dobbiamo sentire una forte responsabilità e un preciso dovere di non deludere questa fede nell'Italia".
“Noi non possiamo che sentire come profondamente nostre le sue parole – conclude la presidente Inca -: anche perché ormai è anacronistico relegare le migrazioni a un mero fenomeno storico: sono una costante del vivere comune, una caratteristica della nostra epoca e una evidente struttura anche del nostro futuro: sia come Paese che accoglie, sia -nuovamente, come in passato- come Paese che vede partire i suoi cittadini, soprattutto i più giovani, verso altre mete.”



