

Iniziata alla Commissione affari sociali della Camera la discussione sulla proposta di legge dell’on.le Marisa Bafile (già Presidente Inca Venezuela) che prevede la concessione dell’assegno di solidarietà ai cittadini anziani residenti all’estero.
Gli italiani all’estero in stato d’indigenza si concentrano prevalentemente in Argentina dove i connazionali in difficoltà sono circa 20.000, ma i disagiati sono presenti anche nel ricco Venezuela, dove circa 1.500 italiani vivono in gravissime condizioni di precarietà. “Attualmente i consolati - ha spiegato la Bafile - dispongono di un fondo per aiuti ai connazionali indigenti, ma l'intervento assistenziale, attivabile su richiesta dell'interessato, esclude di fatto vaste aree di anziani in condizione di fragilità e di indigenza, per il solo fatto che abitano in zone periferiche, di scarsa informazione e lontane dalle sedi consolari. Oltre a ciò l’erogazione del sussidio resta uno strumento che dipende dalla discrezionalità del funzionario di turno, non essendoci dei parametri chiari per definire lo stato di necessità di chi avanza la richiesta di aiuto”.
Per quanto riguarda i contenuti, la proposta di legge prevede l’erogazione di un assegno mensile di solidarietà di 123 euro ai cittadini italiani emigrati e residenti all’estero, che abbiano superato la soglia dei 65 anni e si trovino in condizioni socio-economiche disagiate. Dodici mensilità che sarebbero erogate agli anziani soli con un reddito individuale inferiore a 3.000 euro. Per i coniugati questo tetto verrebbe alzato a 5.000 euro. Tali limiti sarebbero incrementati di mille euro per ogni minorenne o per ogni soggetto invalido a carico e convivente sprovvisto di reddito. Una stima, quella dei redditi, che è stata individuata sulla base della media reddituale dei paesi a medio e basso indice di sviluppo indicati da “Human Development Report 2006”.
L’attuale proposta di legge si differenzia dalle precedenti per la riduzione della platea dei beneficiari ai soli anziani nati in Italia, in tutto circa 40.000 persone, e per la gradualità nell'erogazione dell'assegno di solidarietà che nel primo anno di applicazione dovrebbe partire da 90 euro mensili, per poi arrivare a 106,5 euro nel secondo anno e approdare, solo nel terzo anno di messa a regine della norma, alla cifra dei 123 euro.



